Poison Garden, la Steampunk Band italiana

poison gardenAvete mai pensato a quale musica uscirebbe da un grammofono se il rock fosse esistito già due secoli fa?

I Poison Garden sono la risposta: un sound moderno e aggressivo immerso nei suoni di un secolo mai esistito.

Forti del fatto che non basta indossare un corsetto marrone ed un cilindro per fare musica retrofuturistica, i Poison Garden perseguono l’obiettivo più ampio di sdoganare lo Steampunk dall’ambiente dei giochi di ruolo e delle fiere fumettistiche per farlo entrare a pieno regime nella quotidianità tramite la musica, mezzo universale di comunicazione, e di diffondere, grazie ad essa, uno Steampunk “di strada” che definiscono “NeoSteampunk”.

“Il suono che sarebbe stato riprodotto da un grammofono se il rock fosse nato due secoli fa; un sound moderno e aggressivo immerso nei suoni di un passato alternativo”: la musica dei Poison Garden può essere definita da questa perifrasi.

Un connubio tra le ultime tendenze del Rock/Metal moderno (chitarre in down-tuning, potenti distorsioni, uso della tecnica di canto estremo “scream” da parte della cantante/bassista Madame Anais Noir) ed il sapore melodico fortemente retrò delle orchestrazioni di strumenti classici, arrangiati seguendo il piglio delle composizioni tardo-ottocentesche, scelte non a caso come punto di riferimento.

Lo Steampunk dei Poison Garden respira, infatti, la fuligginosa aria dell’Ottocento, secolo nel quale attecchisce l’embrione della “musica leggera” nei numerosi luoghi di divertimento (es. Café Chantant in Francia, Music Halls in Inghilterra) dove essa viene sdoganata dall’ambiente selezionato dell’aristocrazia tramutandosi in fenomeno pubblico.

Tutto ciò arricchito da rumori di ambiente e panorami sonori (come sbuffi di treni a vapore o scratch di vinile) che suggestionano l’ascoltatore e lo inducono a pensare che i brani dei Poison Garden siano effettivamente riprodotti da un vecchio grammofono in una città di un passato alternativo.

Lo show dei Poison Garden porta in scena il salotto vittoriano della Maison Noir ovvero la casa, munita di tutti gli arredi, dove il chitarrista Sir. Damian White vive con la sua sposa, la cantante/bassista Madame Anais Noir, e  ospita lo scienziato/chitarrista Prof. Ψ e Mr Tambourine, il batterista.  

Durante lo spettacolo si avrà l’impressione di vivere la straordinaria vita quotidiana dei personaggi: in diversi momenti, accompagnati da brani dedicati,  Sir. Damian White preparerà un Assenzio, Prof. Ψ condurrà i suoi esperimenti e Madame Anais Noir scriverà le sue lettere d’amore.

Un’esperienza unica ed ipnotica, che immerge lo spettatore nelle atmosfere dense di “vapore” che la band rappresenta.